giovedì 11 settembre 2014

La pesa che perde peso.

Il piccolo delizioso problema di biomeccanica (e sinora insoluto).

Se ti poni sopra una pesapersone e poi ti lasci andare per qualche istante il peso misurato si riduce rapidamente per poi risalire ed anzi aumentare sino oltre la misura di partenza. Cosa succede? Il peso si è volatilizzato per qualche frazione di secondo? Si tratta di una illusione legata all’utilizzo della pesapersone? O cos’altro? Proviamo a cercare di dare una spiegazione fisica a questa osservazione.

Un video aggiungerà altri elementi di valutazione. La linea verde mutevole è la forza di reazione al terreno.


domenica 31 agosto 2014

Il movimento della Culla

Il video illustra come il movimento della Culla "accenda" la attività motoria del bambino e faciliti la comparsa di una rotazione finalizzata al mantenimento del contatto di sguardo con le faccine. Altre informazioni sul sito  http://www.riabilitazioneinfantile.eu/


Doman e oltre


Leggo sul numero di luglio di “Superabile” un aggiornamento  sul metodo Doman. Desidero dare il contributo della mia esperienza di collaborazione con le famiglie di ABC federazione italiana. Questa, prolungata, esperienza ha cambiato la mia visuale di riabilitatore di bambini, allineata originariamente su posizioni bobathiane e dunque in qualche ampia misura ostili al metodo Doman. Non voglio qui presumere di dare una valutazione conclusiva sulle cose, ma credo necessario sottolineare come ci siano, fra gli apporti del metodo sul piano culturale, aspetti che, con il procedere delle stesse neuroscienze, acquistano in prospettiva un rilievo sostanzioso. 
Intanto c’è da dire che è definitivamente tramontata ogni pretesa che le tecniche solitamente in uso siano in grado di promuovere lo sviluppo funzionale del bambino. E’ molto semplice: questa pretesa non ha retto alla verifica della Medicina Basata sulle Evidenze, o EBM (vedi http://www.riabilitazioneinfantile.eu/documenti/Attualitaeprospettivedellariabilitazionedelbambino.pdf per maggiori dettagli). 
Allo stesso tempo (ibidem) diviene sempre più consistente la esigenza di una collaborazione diversa (Family Centered Care) tra professionisti e genitori. In quale direzione? Solo per far sentire i genitori più protagonisti del recupero sostenibile del loro figlio e migliorarne così la autostima? Non credo. C’è ben altro. Uno dei temi che stanno emergendo con più vigore nell’ambito delle neuroscienze è quello della plasticità neuronale, vale a dire del fatto che l’esperienza del bambino modella, entro certi limiti, le reti neurali stesse. Ebbene, la plasticità neuronale è legata alla intensività ed alla appropriatezza della esperienza del bambino. Sempre più gli studi accurati svolti nell’ambito della riabilitazione del bambino mostrano come sia decisivo, ai fini del suo recupero sostenibile, il fatto che abbia potuto usufruire di una esperienza intensiva ed appropriata, al momento giusto della vita.
Personalmente sono convinto che si tratti delle prospettiva più promettente per la riabilitazione.
Ebbene, chi può dare al bambino una intensività di esperienza appropriata? Sarebbe irrealistico chiederlo ai professionisti della riabilitazione. E dunque? Non possono essere altri che i genitori, indirizzati da professionisti in grado di sviluppare con loro una collaborazione centrata sul punto di vista della famiglia e del bambino.
Insomma, quello che cambia (oppure no) il bambino non è la terapia, ma l’esperienza.
Prima parlavo di esperienza non solo intensiva ma anche appropriata. Cosa significa? Si possono spendere fiumi di inchiostro su questo argomento, ad esempio andando a disquisire sui presupposti concettuali di un metodo piuttosto che un altro. Ludi verbali! Io credo che la verifica dei risultati sia lo strumento migliore che ci dice se va bene quello che abbiamo fatto oppure no. Il bambino è cambiato? Il bambino impara? Il bambino è più motivato, più attivo nel fare esperienza? Il bambino ne è più sereno e fiducioso?
Se le risposte sono “Sì” allora quello che gli abbiamo proposto intensivamente va bene. Là dove le risposte sono “No”, allora dobbiamo verificare e cambiare.
Al metodo Doman bisogna dare atto di aver sostenuto la necessità della intensività e del rendere i genitori protagonisti dell’azione riabilitativa. E dunque va tutto bene? Certamente no.
Intanto c’è da dire che il metodo Doman sono tantissime cose diverse. Non si può fare di ogni erba un fascio. Tanti aspetti non li conosco bene e non mi esprimo, ma per quanto concerne il trattamento dello sviluppo neuromotorio molti dubbi li ho, non soltanto per quanto riguarda la appropriatezza (che peraltro non dipende solo dal metodo, bensì principalmente da come viene applicato) ma le stesse esperienze proposte al bambino.

Qui mi fermo e resto in attesa delle osservazioni e della valutazione di ciascuno.

mercoledì 25 giugno 2014